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Precari Ricerca, USB a Pisa contesta presidente INFN Il 22 tutti a Roma da Madia. Subito 2300 assunzioni

Roma -

Oggi, venerdì 16 febbraio, USB PI Ricerca contesterà il Presidente dell’INFN durante l’iniziativa all’aula Biblioteca ‘M. Caponi’ di Villa Letizia a Livorno. La contestazione a uno dei presidenti degli enti di ricerca pubblica intende sensibilizzare l’opinione pubblica e la stampa sull’ipocrita costruzione di un mondo della ricerca fatto da discontinuità salariali e precarizzazione selvaggia, gli Enti come l’INFN sfruttano con la falsa formazione migliaia di giovani ricercatori.

 

La denuncia di USB è direttamente correlata alle modalità con cui gli enti, l’INFN in prima fila, stanno ostacolando le stabilizzazioni (articolo 20 comma 1 e comma 2 del DLGS 75/2017 e Legge di Bilancio 2018, art. 1 commi 668-672 L. 205/2017) ed il mantenimento in servizio di migliaia di precari.


Le ipocrisie dell’INFN, paradigmatiche del settore, sono scritte nello stesso manifesto dell’iniziativa quando si citano 5000 scienziati. I numeri reali sono impietosi per il Presidente dell’Ente. Infatti, la pianta organica dell’ente (non completamente usata) prevede 867 tra ricercatori e tecnologi e ci sono 88 tempo determinato, mentre il numero di assegnisti, borsisti, dottorandi e altre forme genericamente definite associati (escludendo il personale delle università) costituisce un ‘buco nero’ in cui bassi salari, falsa formazione e, di fatto, ricattabilità e sfruttamento sono legati alla spontaneità e alla passione di questo popolo di precari. Gli enti di ricerca (anche il CNR, l’INAF, l’INDIRE, l’INGV etc etc) in totale hanno circa 8800 precari con le più diverse forme contrattuali e di formazione per una età media superiore ai 40 anni.


Le norme Madia e la legge di bilancio per gli enti vigilati dal MIUR danno una risposta molto parziale per circa un quarto dei ricercatori precari. Ma i modelli di altri Enti e Ministeri Vigilanti (ISS, ISTAT, CREA ed ENEA) dimostrano che il precariato può essere superato assumendo queste alte professionalità. La campagna elettorale ha visto sparire la questione dei precari della ricerca anche dopo mesi di iniziative.


A partire da oggi, passando per il presidio indetto a Palazzo Vidoni il 22 febbraio, sotto il Ministero della Funzione Pubblica, USB intende riportare alla ribalta il problema del precariato.

 

I precari sono ancora precari, e lo resteranno anche il 4 marzo. I presidenti degli enti e i loro referenti politici torneranno a sentire parlare di noi.

Assunti tutti assunti subito o i presidenti vadano a casa!


Livorno, venerdì 16 febbraio ore 17 Aula ‘M. Caponi’, Via dei Pensieri 60

Roma, giovedì 22 febbraio ore 10 Presidio Piazza Vidoni, Ministero della Funzione Pubblica

 


Unione Sindacale di Base P.I. Ricerca