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I rifugiati di via Scorticabove scacciati anche dalla strada. Asia USB: subito una soluzione abitativa

Roma -

Paradossale: sgomberati esattamente tre mesi fa dalla palazzina di via Scorticabove 151, dove avevano vissuto per diversi anni, questa mattina diverse decine di somali del Darfur - in Italia con pieno riconoscimento dello status di rifugiati politici - sono stati scacciati anche dalla strada dove si erano accampati in attesa che le istituzioni pubbliche fornissero una soluzione abitativa dignitosa.

 

Quello che le istituzioni stanno chiedendo a queste persone è semplicemente di sparire, di svanire nel nulla. In cambio il Comune mette a disposizione delle stanze per qualche settimana, rifiutandosi di prendere atto che ha di fronte un gruppo unito e solidale. Un gruppo che in questi anni è riuscito a sopravvivere solo grazie alla solidarietà reciproca: stare assieme ha permesso a più di ottanta persone di vivere senza ricevere sussidi.


Le operazioni di sgombero, coordinate tra polizia e vigili urbani, che hanno accuratamente frantumato i gazebo fin qui utilizzati per ripararsi, sono l'unica risposta che questa comunità di rifugiati ha ricevuto al termine dei numerosi incontri di questi mesi con il Municipio, l'Assessorato ai servizi sociali del Comune e la Regione Lazio.


L'Asia USB, assieme a tutto il circuito degli attivisti che per tutta l'estate ha aiutato questa comunità a resistere, è da questa mattina presto in via di Scorticabove: la lotta per la dignità non si ferma.

 

Asia USB