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TLC, rinnovo CCNL: accordo ponte… verso la schiavitù

Nazionale -

Il pre accordo di programma del 23 novembre certifica definitivamente l’alleanza contro i lavoratori tra ASSTEL e CGIL-CISL-UIL per tentare di traghettare il Capitale fuori da questa perdurante crisi di profitti.
Il pre accordo proroga il precedente contratto a fine giugno 2018, stabilisce che entro marzo 2018 CGIL, CISL e UIL presenteranno una piattaforma comune e nel frattempo concede 50 euro lordi di aumento contrattuale, briciole che nascondono una trappola letale.
Nelle premesse del pre accordo, infatti si possono trovare tutte le proposte padronali contro cui abbiamo lottato, nel documento ASSTEL insieme a CGIL, CISL e UIL stabiliscono le linee guida della piattaforma che presenteranno a marzo 2018:
• L’aumento della quota variabile del salario e dell’orario di lavoro, in nome della produttività per mantenere costante questo profitto in condizioni di oscillazione della domanda e quindi dei ricavi;
• La diminuzione significativa dei salari il cui aumento per una quota cospicua viene legato al raggiungimento di indici variabili difficilmente raggiungibili;
• L’introduzione del pagamento in natura, con buoni spesa e welfare aziendale che sostituiscono aumenti reali. Un “welfare aziendale” che viene gestito da privati, con coperture risibili, in concorrenza e a discapito del welfare pubblico;
• L’introduzione nel contratto del jobs act e del controllo della prestazione.
• La conferma in vita degli enti bilaterali, dietro il cui costo abnorme si nasconde il mantenimento dell’apparato sindacale complice a spese dei lavoratori.
• L'applicazione peggiorativa del Testo Unico sulla rappresentanza sindacale con il dichiarato scopo di reprimere di ogni voce sindacale che disturbi le dirigenze delle compagnie telefoniche e la penalizzazione del diritto di sciopero .
Di fatto si tratta dell’ennesimo attacco al Contratto Nazionale che da strumento di avanzamento dei diritti e dei salari dei lavoratori, diviene la soglia MINIMA per le tutele e per il salario. Lasciando alla contrattazione di secondo livello il compito di peggiorare ulteriormente le condizioni dei lavoratori;
Il ruolo sindacale, già compromesso da accordi di settore e interconfederali scandalosi, viene ulteriormente umiliato in quest’ultima occasione: il Padrone sconfessa la piattaforma unitaria, già di per sé misera di contenuti, presentata da CGIL, CISL e UIL, impone la presentazione di una nuova piattaforma che recepisca l’accordo di programma, dettandone addirittura i tempi (entro il 31 marzo) e diffidandoli da non compromettere il buon esito delle trattative con iniziative di lotta.
Non è un caso che l’accordo sia stato siglato a ridosso delle vacanze natalizie, periodo in cui già la legge attuale limita fortemente le iniziative di sciopero.
E’ ora di mobilitarsi per pretendere un contratto che porti salario e diritti.

Liberiamoci del cappio che stanno per stringerci al collo!

Bocciamo l’accordo e rilanciamo insieme la lotta con sciopero e mobilitazioni


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