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Al via il reddito di cittadinanza, USB: dove sono le assunzioni nei Centri per l’Impiego?

Nazionale -

Da oggi è possibile inoltrare la domanda per richiedere il reddito di cittadinanza, ma del rafforzamento dei Centri per l’Impiego, che avranno il compito del monitoraggio, neanche l’ombra.


Il governo giallo-verde promette che già dalla fine di aprile potrà essere erogata la misura che a suo dire dovrebbe combattere la povertà nel paese, ma i CPI sono rimasti nello stato di abbandono che li caratterizza da diversi anni, con sempre meno personale.


Le assunzioni promesse non sono state realizzate, anzi in tantissime regioni i lavoratori non pubblici che operavano all’interno dei centri sono stati addirittura licenziati.


Non sono partite nemmeno le nuove assunzioni annunciate, i 6.000 “navigator” tramite ANPAL Servizi S.p.A. e 4.000 unità di personale di pubblico impiego. Il Governo non ha dato nessuna indicazione agli enti territoriali che hanno la competenza e si ritrova senza un accordo con le regioni. Senza contare che l’esecutivo ha bloccato le graduatorie concorsuali pubbliche in essere, che non possono essere utilizzate.


Non vanno infine dimenticati gli oltre 600 lavoratori che operano nei CPI con un contratto di regime privato e che vanno internalizzati, come tutti i precari di ANPAL servizi e i lavoratori LSU che da sfruttati di Stato per anni hanno svolto mansioni presso i centri in diverse regioni.


È chiaro che a livello di personale e assunzioni si è venuto a creare un guazzabuglio di difficile soluzione che rischia di bloccare il rafforzamento necessario dei Centri per l’Impiego.


USB ha chiesto immediatamente e ottenuto un incontro con lo staff del Ministero del Lavoro per affrontare le problematiche in materia di personale. Per la nostra organizzazione la via da seguire deve essere quella della riassunzione dei lavoratori licenziati e che hanno maturato una professionalità specifica di settore, lo scorrimento delle graduatorie e l’internalizzazione del personale esterno che opera nei CPI, fino ad arrivare all’indizione delle nuove procedure concorsuali in accordo con le regioni.


Per garantire l’occupazione contro la precarietà, per un reddito di cittadinanza universale e incondizionato, per la crescita dei salari e contro contro le politiche di austerity che l’Unione Europea impone ai Paesi del sud dell’Europa, USB ha proclamato per venerdì 12 aprile 2019 lo sciopero generale.


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